Un viaggio che ho voluto condividere
Di recente sono stata a Civita di Bagnoregio con mio marito e devo dire che è stato uno di quei viaggi che restano impressi. Non tanto solo per la destinazione, che è già di per sé straordinaria, ma per tutto quello che abbiamo vissuto lungo la strada.
Abbiamo deciso di partire in auto proprio per goderci il tragitto senza fretta, fermandoci quando volevamo e lasciandoci guidare dal paesaggio della Tuscia. È stato un modo autentico per scoprire uno dei borghi più belli d’Italia, arrivando senza stress e con la libertà di costruire il nostro ritmo.
Prima di partire abbiamo organizzato tutto il viaggio in modo semplice e veloce utilizzando noleggio auto online DiscoverCars, una piattaforma che ci ha permesso di confrontare in pochi minuti diverse soluzioni di noleggio e scegliere quella più adatta al nostro itinerario. È stato utile soprattutto per valutare prezzi, assicurazioni e tipologie di auto disponibili in base alle esigenze del viaggio.
Civita di Bagnoregio: un borgo sospeso nel tempo
Civita di Bagnoregio è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un’altra epoca. Soprannominata “la città che muore”, si trova su uno sperone di tufo nel cuore della Tuscia laziale ed è collegata al mondo esterno solo da un lungo ponte pedonale.
Arrivare qui significa entrare in una dimensione diversa: silenzio, pietra, panorami che si aprono improvvisi sulla Valle dei Calanchi e un’atmosfera che invita inevitabilmente a rallentare.
Il nostro arrivo in auto ha reso tutto ancora più speciale, perché il viaggio stesso è stato parte dell’esperienza.
Perché raggiungere Civita di Bagnoregio in auto
Se c’è una cosa che ho apprezzato tantissimo è stata la libertà.
Viaggiare in auto significa poter decidere orari, soste e deviazioni senza vincoli. Nel caso della Tuscia, questa flessibilità è ancora più importante, perché il territorio è ricco di piccoli borghi e paesaggi che meritano attenzione.
I mezzi pubblici arrivano nella zona, ma non sempre consentono di esplorare liberamente i dintorni. Con l’auto, invece, tutto diventa più semplice e naturale.
Durante il nostro percorso abbiamo attraversato colline, strade panoramiche e piccoli centri abitati che sembravano fermi nel tempo. È stato un viaggio nel viaggio.

Il viaggio nella Tuscia: una delle parti più belle
Il tragitto verso Civita di Bagnoregio è stato sorprendentemente bello.
Le strade si snodano tra campi coltivati, vigneti e paesaggi ondulati che cambiano continuamente colore a seconda della luce. È uno di quei percorsi in cui non si ha fretta di arrivare.
Abbiamo fatto diverse soste spontanee, semplicemente per osservare il panorama o scattare qualche foto. Ed è proprio questo il bello dei viaggi on the road: non è solo la destinazione a contare, ma tutto ciò che succede lungo il percorso.
Dove parcheggiare per visitare Civita di Bagnoregio
Uno degli aspetti più importanti da sapere è che il borgo non è accessibile alle auto.
Si parcheggia nella zona di Bagnoregio, in aree dedicate situate a breve distanza dal ponte pedonale.
Da lì si prosegue a piedi per qualche minuto fino all’ingresso del percorso che conduce al borgo.
Il consiglio è di arrivare presto, soprattutto nei weekend o nei periodi estivi, perché l’affluenza può essere alta e trovare parcheggio diventa più difficile.
Il ponte: l’ingresso a un altro mondo
Il momento in cui si attraversa il ponte è davvero suggestivo.
Passo dopo passo, Civita si avvicina e si rivela in tutta la sua bellezza. Intorno si apre la Valle dei Calanchi, un paesaggio quasi lunare che rende il tutto ancora più scenografico.
È uno di quei momenti in cui si smette di parlare e si osserva soltanto.
Cosa vedere a Civita di Bagnoregio
Una volta entrati nel borgo, il tempo sembra davvero fermarsi.
Piazza San Donato
È il cuore di Civita, uno spazio raccolto e silenzioso dove si trova anche la Chiesa di San Donato.
I vicoli del borgo
Stradine strette, archi in pietra e dettagli che raccontano una storia antica. Ogni angolo invita a rallentare.
Le botteghe artigiane
Piccoli laboratori che custodiscono tradizioni locali e oggetti fatti a mano.
I panorami sulla Valle dei Calanchi
Da diversi punti del borgo si aprono viste spettacolari che cambiano con la luce del giorno.
L’importanza di avere un’auto per questo tipo di viaggio
Se dovessi riassumere l’esperienza in una parola, direi libertà.
Avere un’auto ha reso possibile non solo visitare Civita di Bagnoregio, ma anche costruire un itinerario più ampio nella Tuscia.
Poter scegliere dove fermarsi, quanto restare in un luogo e quali deviazioni fare cambia completamente il modo di vivere il viaggio.
È un approccio che consiglio a chiunque voglia scoprire questa zona senza vincoli.
Cosa vedere nei dintorni di Civita di Bagnoregio
Uno dei vantaggi principali del viaggiare in auto è la possibilità di esplorare anche i dintorni.
Lago di Bolsena
Il più grande lago vulcanico d’Europa, perfetto per una pausa rilassante.

Orvieto
Una città ricca di storia, famosa per il suo Duomo e il centro storico affascinante.
Montefiascone
Conosciuta per il vino e per i suoi panorami sul lago.
Viterbo
Una delle città medievali meglio conservate d’Italia.

Parco dei Mostri di Bomarzo
Un luogo unico, quasi surreale, perfetto anche per una visita più divertente.
Consigli pratici per il viaggio
Per vivere al meglio l’esperienza consiglio di:
- partire al mattino presto
- indossare scarpe comode
- dedicare almeno mezza giornata al borgo
- prevedere tappe nei dintorni
- organizzare l’auto in anticipo nei periodi di alta stagione
- verificare sempre parcheggi e orari
Il bello dei viaggi on the road
Questo viaggio mi ha ricordato quanto sia importante concedersi il tempo di guardare davvero ciò che ci circonda.
A volte non è solo la destinazione a rendere speciale un’esperienza, ma tutto ciò che accade lungo la strada: i paesaggi improvvisi, le soste non programmate, la libertà di cambiare idea.
Civita di Bagnoregio è un luogo straordinario, ma è il viaggio per arrivarci a renderlo ancora più memorabile.
Ed è proprio questo il motivo per cui l’auto resta il modo migliore per scoprire la Tuscia e i suoi borghi.
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